NON TERRORIZZARE TUO FIGLIO CON LA SCUSA DI PROTEGGERLO

Paure
"La paura del pericolo è diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: 
 il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto".
 Daniel Defoe

Ammettilo! Almeno una volta sei stato tentato di spaventare tuo figlio per facilitarti un po’ il duro compito di genitore.

Non uscire che c’è il lupo, l’uomo nero, topi, ragni, zecche chi più ne ha più ne metta.

Anche mia madre usava questo espediente e poi si chiedeva perchè nessuno volesse scendere in cantina a prendere le patate.

Devo dirti che anch’io sono stata più volte tentata.

Quei momenti in cui con una mano reggi un bambino con l’altra il mestolo per girare il sugo e l’altra bimba non vuole sentire ragioni e cerca di sgattaiolare in giardino…

Magari se sei lucida e riposata le vai vicino e trovi un diversivo per farla stare dentro magari un disegno o un origami, ma stanca e in debito di sonno con la cena da preparare e l’altro bimbo che si lamenta la tentazione di dirle che c’è qualche mostro è forte.

Continue reading

SINDROME DEL GENITORE PERFETTO

      Nessun commento su SINDROME DEL GENITORE PERFETTO
sindrome del genitore perfetto
“Non giudicare gli uomini dalla loro pura apparenza; 
 perché la risata leggera che spumeggia sulle labbra spesso ammanta le profondità della tristezza, 
 e lo sguardo serio può essere il sobrio velo che copre la pace divina e la gioia.”
 Harry Forster Chapin

C’è un morbo che colpisce i genitori e che non si trasmette attraverso strette di mano o starnuti come il comune raffreddore, ma in un modo più subdolo cioè attraverso i social media.

Si tratta della Sindrome del Genitore Perfetto.

Ecco che senza nemmeno doverti muovere da casa, ti viene presentato grazie ai social, in una bellissima sequenza temporale, completa di immagini, proprio a casa tua, il modello del genitore perfetto.

Il padre perfetto che è tornato a casa presto dal lavoro per cucinare un pasto sano alla famiglia, la mamma perfetta che è in forma, truccata pettinata e vestita bene nonostante abbia un bambino di soli 3 mesi, o ancora genitori perfetti che ti raccontano che il loro figlio di soli 2 anni sa risolvere un logaritmo complesso, parlare l’aramaico antico e calcolare l’onda gravitazionale emessa dalla collisione tra un buco nero e una stella di neutroni.

Il confronto è inevitabile!

Molti genitori confrontandosi con gli altri sui social media possono provare una sensazione di fallimento, ansia e stress.

Continue reading

COME INSEGNARE LA GENEROSITÀ AI BAMBINI IN 5 PASSI

Generosità
"Farai ogni genere di errore, ma finché sei generoso, sincero e fiero non puoi fare del male al mondo né addolorarlo sul serio".
Winston Churchil

Tuo figlio ha difficoltà a condividere? Non permette agli altri di usare i suoi giochi? E’ poco disponibile nei confronti degli altri?

La scienza rivela che i bambini più felici e di maggior successo si prendono cura degli altri, sono in grado di relazionarsi e rispettare le differenze, e una mancanza di empatia rende i bambini meno vincenti e meno felici .

Non dobbiamo pero’ giungere a conclusioni affrettate.

Bisogna infatti fare delle dovute distinzioni.

Continue reading

CONVINZIONI LIMITANTI: EVITA DI IMPRIGIONARE TUO FIGLIO

Convinzioni limitanti
Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale.
Robert Dilts

Quando ho iniziato il mio percorso di crescita personale ho dovuto lavorare molto su me stessa.

Ho dovuto migliorare la mia autostima e rimuovere una serie di convinzioni che mi impedivano di vivere appieno la mia vita.

Son dovuta intervenire su diversi aspetti del mio modo di essere che probabilmente con un’ educazione più consapevole da parte dei miei genitori, avrei potuto evitare.

Non fraintendermi, sono assolutamente riconoscente e devo tutto ai miei, inoltre sono sicura che mi abbiano cresciuto nel modo che loro consideravano il migliore per me.

Mi sono chiesta però se fosse possibile evitare ai miei figli di fare lo stesso percorso e cercare di non commettere gli errori che i miei genitori hanno commesso con me.

Continue reading

10 PASSI PER ALLENARE TUO FIGLIO A NON ARRENDERSI

Photo by prostooleh

Strategie pratiche per fare in modo che non rinunci alla prima difficoltà.

"Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza.
Non il talento, nulla è più comune di uomini di talento falliti.
Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune.
Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti.
Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti"
Calvin Coolidge

Tuo figlio si arrende al primo ostacolo? Rinuncia subito a qualsiasi attività se le cose non si mettono bene?

Chi riesce a raggiungere gli obiettivi più ambiziosi nella propria vita non è colui che ha maggior talento, disponibilità e fortuna, ma colui che è stato più tenace.

La perseveranza è la capacità di resistere e sopportare la fatica per raggiungere l’obiettivo ed è una delle capacità fondamentali per avere successo nella vita.

In questo post abbiamo visto 5 STRATEGIE PER COSTRUIRE LA RESILIENZA DI TUO FIGLIO. Qui invece ti parlerò di tenacia.

Che differenza c’è?

La resilienza è la capacità di risollevarsi dalle avversità o dalle sconfitte che si presentano, reagendo o adattandosi.

La tenacia è la capacità di resistere, di non arrendersi alla prima difficoltà, di insistere nonostante gli insuccessi e i fallimenti.

Voglio raccontarti la storia di Darby

LA FEBBRE DELLO ZIO DARBY

Durante il periodo della corsa all’oro anche un certo Darby fu preso dalla febbre dell’oro e si trasferì nell’ovest per scavare e diventare ricco.

Comprò pala e piccone e dopo alcune settimane di lavoro venne ricompensato con una vena d’oro.
Gli servivano però altri macchinari per portarlo in superficie e così nascose la cava e tornò a casa.

Subito rivelò il colpo ai parenti ed alcuni amici. Misero tutti insieme i soldi necessari e ritornarono alla miniera. Il primo vagone del minerale fu estratto e spedito ad una fonderia. La resa dimostrò che avevano trovato una delle vene più ricche di tutto il Colorado.

Qualche altro vagone d’oro e avrebbero finalmente potuto saldare tutti i debiti e diventare finalmente ricchi. Le trivelle scavavano instancabilmente. Le speranze di Darby e dello zio si rafforzavano sempre di più.

Ma poi accadde qualcosa: scomparve la vena del’oro.
Continuarono a scavare cercando disperatamente di trovare la vena ma non ci riuscirono.
Infine decisero di rinunciare.

Vendettero le macchine ad un negoziante che le comprò per poche centinaia di dollari e tornarono a casa molto delusi.

Il negoziante si rivolse ad un ingegnere minerario che gli suggerì di riprendere a scavare ad appena un metro da dove i Darby si erano fermati. I suoi calcoli erano esatti.

Il negoziante infatti trovò l’oro ad appena un metro da dove i Darby si erano bloccati e ricavò milioni di dollari dalla miniera d’oro e Darby imparò una lezione importante.

Insegna a tuo figlio a non mollare mai, ad andare avanti con determinazione e perseveranza, e a non lasciare mai che nessuno porti via i suoi sogni.

Essere in grado di perseverare attraverso la difficoltà e di elevarsi al di sopra, è una chiave per progredire nella vita.

Tenacia significa proprio non rinunciare nonostante le avversità, perchè magari il tuo obiettivo è dietro l’angolo.


Gli esempi di chi ha avuto successo perchè non si è arreso sono tanti.

Uno fra tutti è quello di J.K.Rowling autrice di Harry Potter che è diventata la donna più ricca del Regno Unito dopo la regina Elisabetta.

La Rowling ha continuato a scrivere nonostante il divorzio, la mancanza di lavoro e la paura di non riuscire a mantenere la figlia.

Passò infatti un periodo molto buio, segnato da una forte depressione e da una situazione finanziaria disastrosa: senza lavoro, con un affitto da pagare, viveva con la figlia mantenendosi con i sussidi statali.

Sottomise il suo primo romanzo a più 12 case editrici fino a trovarne una che, finalmente, pubblicò il suo primo libro: Harry Potter e la pietra filosofale.

E qui parte la prima domanda: possiamo insegnare ai nostri figli ad essere perseveranti o si nasce con questa caratteristica?

Buone notizie! E’ una capacità che si può apprendere e allenare.

Ora la seconda domanda: come fare?

COME ESERCITARE IL MUSCOLO DELLA TENACIA

La tenacia è come un muscolo … Cresce attraverso il dolore e la lotta
Deirdre MacIntyre

Deirdre MacIntyre, psicologo clinico (fondatore dell’Istituto di Educazione Infantile e di Psicologia Europeo) afferma che la tenacia non è una dote innata e che dobbiamo pensare alla perseveranza come un muscolo che cresce e ha bisogno di esercizio .

Ma in che modo esercitare in nostro figlio il “muscolo” della perseveranza?

Uno psicologo tedesco, Tom Senninger, parla di tre diverse zone di apprendimento:

1. La zona di comfort: situazione di sicurezza in cui ci si sente del tutto a proprio agio, senza percepire alcun rischio o minaccia.

2. La zona di allungamento: dove c’è un po ‘di fallimento che si può tollerare, dove si deve fare un po’ di sforzo perché è così che si impara.

3. La zona di panico: situazione in cui ci si sente molto a disagio con il livello di sfida che si sta affrontando.

Occorre dunque fare uscire i bambini dalla zona di comfort, fargli sperimentare nella zona di allungamento evitando di fargli raggiungere la zona di panico.

Si Marcè quindi devo fargli fare ginnastica? Si alzano dal divano, fanno stretching senza però fare cose pericolose. Giusto?


Lo so è un po’ articolato ma in sostanza significa che dobbiamo fargli fare nuove esperienze (nuove attività, sport eccetera) all’interno delle loro possibilità, senza metterli di fronte a prove che li spaventano e che possono essere troppo sfidanti.

7 PASSI PER ALLENARE TUO FIGLIO AD ESSERE PIÙ TENACE

1. INSEGNAGLI A TENERE GLI OCCHI SULL’OBIETTIVO

"Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando distogli gli occhi dal tuo obiettivo".
Henry Ford


Insegnagli a non distrarsi dalla sua meta, a non lasciarsi condizionare da chi tenterà di convincerlo a rinunciare e non essere tu il primo a farlo.

2. SPIEGAGLI CHE NON CONTA QUANTE VOLTE CADE, MA QUANTE VOLTE SI RIALZA.

Il proverbio giapponese “ nana korobi ya oki “ si traduce in “sette volte in basso, otto volte in alto”;

Spiega a tuo figlio che i suoi insuccessi, o gli ostacoli della vita, non sono la dimostrazione che non è capace, e che è destinato a fallire.

Chiarisci che siamo noi a dare un significato a tutto ciò che ci accade: possiamo scegliere di vedere un insuccesso come il segno che non dobbiamo proseguire con il nostro progetto oppure considerare il fallimento come una tappa inevitabile del proprio percorso verso il successo.

3. MOSTRA I PROGRESSI

Questo metodo è efficace anche per aumentare l’autostima di tuo figlio, non solo la tenacia.

A volte è utile guardarti indietro e vedere quanta strada hai percorso. In questo modo ti rendi conto che la strada che hai fatto è probabilmente più di quella che ti manca.

Mio figlio di sei anni pretendeva di imparare ad andare in bici in 10 minuti e si scoraggiava subito perchè non riusciva all’istante a tenersi in equilibrio come la sorella di 10 anni.

Quella sera gli ho mostrato i video di quando ha imparato a camminare, ad andare sul triciclo e poi sulla bici con le rotelle. Quanta strada aveva fatto…

E’ stato come fare una magia, lo vedevo gongolarsi come un galletto, orgoglioso dei suoi progressi. Alla fine mi ha detto: “Domani voglio riprovare mamma!”

Ogni volta che tuo figlio vede che il suo lavoro sta dando i suoi frutti, avrà una spinta in più per andare avanti e non arrendersi.

4. NON RIMUOVERE TUTTI GLI OSTACOLI DAL SUO CAMMINO

“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo”.
Maria Montessori

Non risolvere mai per tuo figlio un problema che può risolvere da solo.

Aiutando un bambino in difficoltà, inavvertitamente gli neghiamo l’opportunità di costruire una solida base di autostima.

Cerchiamo di eliminare ogni ostacolo e ogni difficoltà dalla sua strada, creando un percorso liscio e oleato che speriamo porti al successo e alla felicità.

Purtroppo così facendo priviamo nostro figlio degli insegnamenti più importanti: gli errori.

Ciò non significa che dobbiamo abbandonarli a se stessi, ma che con il nostro sostegno e la nostra guida, i nostri figli possono imparare a trovare le proprie soluzioni e costruirsi da soli la strada verso il successo che gli appartiene.

Sostienilo e incoraggialo, ma non facilitargli la strada, in modo che un successo conquistato sia molto più gratificante per lui.

5. DIFFERIRE LA GRATIFICAZIONE

Riuscire a posticipare la gratificazione può essere molto utile per migliorare l’autocontrollo e rafforzare la tenacia.

Chi è in grado di resistere a una ricompensa immediata quindi a ritardare la gratificazione, infatti, è anche capace di tenere un ottimo autocontrollo, quindi di porsi obiettivi a lungo termine.

Ad esempio, se il tuo bambino vuole fare qualcosa ORA, e tu proprio in questo momento non puoi farlo, pianificate insieme.

Lo segnate sul calendario, contate i giorni e fantasticate su quanto sarà divertente.

6. INCORAGGIALO AD IMPEGNARSI AL MASSIMO SENZA CERCARE SCUSE

Veicola a tuo figlio il messaggio che il successo deriva dal duro lavoro e dall’impegno, non dalla fortuna, dai soldi o dal DNA.

Infatti, se i bambini credono che le prestazioni siano dovute all’impegno, sarà meno probabile che si arrendano e lavoreranno di più quando il gioco si fa duro.

Il sociologo Malcom Gladwell nel suo libro Outliers: The Story of Success afferma che i migliori artisti, musicisti, nuotatori hanno praticato almeno 10.000 ore, o dieci anni, per raggiungere il loro successo.

Il successo dipende da quanto duramente lavori.

Insegnagli ad impegnarsi fino in fondo e a dare il massimo senza sprecare energie per trovare inutili scuse.

7. NON PERMETTERGLI DI ARRENDERSI TROPPO IN FRETTA

A volte lasciare che tuo figlio rinunci è allettante.

D’altronde se mio figlia non va più a danza non ho l’impegno di accompagnarla e mi sono liberata 3 pomeriggi alla settimana…

Lo so bene, sono stata tentata anch’io.

Facilitarti la vita, però, ha come conseguenza quella di trasmettere a tuo figlio il messaggio che va bene rinunciare o scegliere facili scorciatoie.

Non lasciare che tuo figlio rinunci troppo presto, incoraggialo a continuare almeno un po’.

Con i miei figli vige la regola che quando a settembre iniziano un’attività (sport, musica) devono continuarla per tutto l’anno, se poi l’anno successivo la vogliono cambiare sono liberi di farlo.

8. ASCOLTALO

Ci sono naturalmente dei casi in cui chiedergli di continuare ostinatamente non va bene. Cerca infatti di capire il motivo vero per il quale vuole smettere.

Potrebbe esserci infatti un problema più serio che è importante approfondire o indagare.

9. SPORT


Lo sport aiuta i bambini a diventare più tenaci e resilienti, li fa diventare psicologicamente e fisicamente più resistenti allo stress.

10. ESEMPI ILLUSTRI

Racconta storie di persone che hanno avuto successo grazie alla loro tenacia.

L’esperienza di vita insegna sicuramente le lezioni più preziose, ma anche ascoltare storie di altri che hanno raggiunto grandi obiettivi grazie alla loro tenacia può incoraggiare i bambini di fronte alle proprie sfide.

La tenacia presuppone fatica, spirito di sacrificio, ostacoli da superare, fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo, non è facile lo so, ma tu per primo non ti arrendere!

6 CONSEGUENZE DI UNO STILE EDUCATIVO BASATO SULLA PAURA

STILE EDUCATIVO BASATO SULLA PAURA
"E’ vero, non mi hai praticamente mai picchiato. Ma le tue grida, la tua faccia paonazza, le bretelle slacciate e tenute pronte sulla spalliera della sedia, erano quasi peggio".
 (Franz Kafka, Lettera al padre)

Ti piacerebbe che tuo marito facesse tutto quello che vuoi perché ti teme?
Ti piacerebbe un rapporto basato sulla paura?

Immagino che tu abbia risposto di no

Allora perchè invece può accadere con tuo figlio?

Siccome non riesci a convincerlo in nessun modo e non ti ubbidisce ti senti autorizzato a ricorrere alle minacce e incutere paura?

Probabilmente raggiungi il risultato voluto, ma solo per breve tempo (finchè sei presente) e non senza conseguenze:

Infatti un’educazione basata sulla paura ha almeno 6 effetti collaterali:

  1. AVVELENA LA RELAZIONE

La qualità delle nostre relazioni ne risente. La fiducia è persa, le persone, infatti, tendono ad evitare quelli che temono.

Se tuo figlio si abitua ad associare urla o rimproveri particolarmente severi ad ogni suo errore o comportamento sbagliato, finirà per sviluppare paura e rabbia nei tuoi confronti.

Inoltre è meno probabile che ti dica di aver fatto qualcosa di sbagliato.

I bambini che temono le reazioni dei genitori spesso imparano a mentire in tenera età.

  1. INSEGNA LA PREPOTENZA

Un tipo di educazione del genere avrà anche un impatto negativo sulle sue relazioni con gli altri.
I bambini cresciuti nella rabbia e nella paura, spesso usano le stesse tattiche quando interagiscono con altri bambini. Questo può facilmente portare ad atti di bullismo.

Inoltre, in questo modo insegniamo a nostro figlio che il potere, la paura e il dominio sono il modo per ottenere ciò che vuole.
Inoltre, educare con la paura non lo aiuta ad assumersi le responsabilità dei suoi comportamenti e ad autoregolarsi proponendogli di fatto un modello di risoluzione dei contrasti e dei conflitti che è fondato sul potere, sulla forza e sull’obbedienza.

  1. DESENSIBILIZZA

Separiamo i nostri figli dalle loro emozioni, chiedendo loro di mantenere un contegno e desensibilizzandoli ai sentimenti propri e degli altri, proprio come noi siamo insensibili ai loro.

  1. NON RAGGIUNGE L’OBIETTIVO

Sono sicura la maggior parte dei genitori ha in mente per i propri figli un obiettivo più profondo dell’obbedienza rigorosa e insensata.

La paura è ciò che potremmo chiamare un “motivatore estrinseco”.
Tuo figlio fa la cosa giusta solo perché ha paura di te.

Ciò significa che se non sei lì mentre fa la cosa sbagliata, non ha nulla da temere e nessun motivo per evitare di fare ciò che fa.

Noi però vogliamo che i nostri figli facciano la cosa giusta per la giusta ragione e anche quando non ci siamo.

Ed è qui che il metodo fondato sulla paura fallisce.

Noi vogliamo che facciano ciò che è giusto, perché scelgono di fare la cosa giusta e perché ne capiscono le ragioni. Questa è la motivazione intrinseca.

Rispetto alla motivazione estrinseca, la motivazione intrinseca è associata a migliori risultati scolastici, migliori abilità e relazioni sociali, maggiore maturità e maggiore benessere.

Come arrivare alla motivazione intrinseca?

Con il rispetto e la comprensione uniti a chiari limiti, se è possibile, stabiliti insieme.

E’ necessario quindi, costruire una relazione basata sulla fiducia.

I nostri figli devono potersi fidare di noi e con la fiducia arriva un’influenza incredibile.

È il tipo di influenza che dura anche quando non siamo presenti.

In questo modo tuo figlio farà la cosa giusta, non perché ti teme, ma perché si fida di te e ti ama. Senza paura.

  1. CREA INSICUREZZA E SCARSA AUTOSTIMA

A differenza di quanto pensano in molti, severità non è garanzia di successo. Quando l’ubbidienza è il frutto delle urla e del rigore dei genitori, scatena solo paura e insicurezza.

La paura distrugge l’autostima e scatena un eccesso di stress nel cervello di un bambino che ancora deve maturare.

Ci son bambini ai quali vengono imposti talmente tanti vincoli, che si sentono imprigionati.
Dietro questi bambini,spesso, si nascondono bassa autostima ed infelicità.

In questo modo, inoltre, i genitori formano menti incapaci di prendere l’iniziativa, perché i bambini cresciuti in questo modo si aspettano che siano sempre gli altri a dire loro cosa possono e cosa non possono fare in ogni momento.

L’educazione basata sulla paura crea bambini concentrati sempre sul riconoscimento esterno. Bambini che hanno bisogno che gli altri gli dicano cosa fare e in che modo e
che non hanno alcuna sicurezza in se stesse.

Questo perchè la severità e la paura gli tagliano le ali della crescita e dell’autostima, rendendoli insicuri.

“Se le persone che più mi amano mi fanno paura, il mondo è un luogo dal quale devo difendermi”.

Tuo figlio ha diritto di vivere in un ambiente sereno e rispettoso che lo renda felice.

Educare con rispetto significa insegnare ai propri figli che cosa ci si aspetta da loro in ogni momento. Inoltre, li spinge sempre a essere se stessi, il che li rende liberi di esplorare il mondo sentendosi sempre sicuri.

Invece di essere severo e incutere timore quando si comporta male, spiegagli dove ha sbagliato e come può correggere i suoi errori.
Non essere troppo esigente, a meno che non desideri un bambino remissivo, sottomesso e taciturno.

Per avere un figlio ubbidiente, è necessario saperlo ascoltare,fare attenzione a ciò che pensa e che prova.

  1. DURA POCO

I bambini sanno che gli adulti sono più grandi e più potenti di loro. Si conformano perché non hanno altra scelta.
Se l’unico modo in cui possiamo convincere i bambini a fare ciò che chiediamo è intimidirli con la nostra superiorità fisica e il nostro potere, come faremo a fargli fare ciò che chiediamo quando non saremo più più grandi e più forti di loro?


Questo è uno dei motivi per cui in adolescenza è frequente che si perda il controllo dei figli. A questo punto la superiorità fisica viene a mancare, le minacce non funzionano più, ma loro hanno imparato a usare gli stessi mezzi per far fare agli altri ciò che vogliono.
Alcuni genitori sostituiscono questo potere con il ricatto morale, (quando ti comporti così mi sento male/mi farai star male se continui così).


Il potere della paura è facile e porta a risultati immediati ma di breve durata. Il potere dell’amore richiede più lavoro e più tempo, ma i suoi benefici durano per sempre.

Non urlare, gridare, imprecare e non diventare fisicamente aggressivo, perché l’unica cosa che insegnerai a tuo figlio è ad avere paura di te.

5 MODI PER DISTRUGGERE LA NATURALE CURIOSITÀ DI TUO FIGLIO

Photo by Zuniga
“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso".
                                   
Albert Einstein

Un giorno mia figlia viene da me e mi dice: “Uffa mamma devo fare una ricerca sugli egizi che noia!”

Come che noia, ho pensato, la storia degli egizi è di gran lunga la più interessante che io abbia studiato.

Dov’è finita la sua curiosità? Appena ha imparato a parlare ha iniziato a subissarmi di domande e di perché.


Forse la sua naturale curiosità è stata uccisa dalla scuola?

Beh del resto è sempre colpa della scuola, anche il riscaldamento globale o l’estinzione delle moffette dal naso di porco della Patagonia.

Mi sono ricordata poi di aver visto un documentario di Alberto Angela sugli egizi e l’ho cercato subito. Naturalmente si è appassionata, ha iniziato a leggere libri e a cercare informazioni.


E’ bastato far scattare la scintilla e la sua curiosità si è accesa.

Continue reading

LE 5 FASI DEL PROCESSO DECISIONALE

      Nessun commento su LE 5 FASI DEL PROCESSO DECISIONALE
processo decisionale




Niente è più difficile, e pertanto più prezioso, della capacità di decidere.

(Napoleone Bonaparte)





Nel post Come e perché tuo figlio deve sviluppare buone capacità decisionali abbiamo visto come il saper prendere autonomamente le decisioni sia uno strumento importante per il futuro di tuo figlio.

Abbiamo anche visto come uno degli step per aiutarlo a sviluppare buone capacità decisionali sia conoscere le fasi del processo decisionale.

In questo articolo andremo ad approfondire nello specifico le 5 fasi di questo processo che sono: identificare l’obiettivo, raccogliere informazioni, trovare possibili soluzioni, valutare le conseguenze e infine prendere una decisione.

Quando il bambino segue le fasi del processo decisionale, è in grado di prendere decisioni responsabili e ponderate.

Da dove iniziare?

Continue reading

COME E PERCHÉ TUO FIGLIO DEVE SVILUPPARE BUONE CAPACITÀ DECISIONALI


9 passi per aiutare tuo figlio a prendere decisioni responsabili

capacità decisionali




Qual è il padre di qualsiasi azione? Che cosa, alla fine, determina ciò che diventiamo e dove andiamo nella vita? La risposta è: le nostre decisioni.
(Anthony Robbins)






La capacità decisionale è un gradino importante verso il successo che tuo figlio potrebbe ottenere nella vita.


Muniscilo quindi di uno strumento efficace affinché possa scegliere la strada giusta, anche quando non sei lì a guidarlo.

Quando la mia primogenita era piccola mi chiedeva di scegliere per lei qualsiasi cosa: dovevo dirle cosa indossare, quale cerchietto mettere e a volte perfino cosa disegnare.


Il fratellino invece ha iniziato fin da piccolo a prendere le sue decisioni.


Cosa è cambiato?

Continue reading

PREPARATIVI PER ANDARE A SCUOLA: UN DELIRIO!

10 strategie per iniziare la giornata senza farti venire un esaurimento nervoso.

Photo by Allen Taylor

Ogni mattina la stessa storia, i bambini che se la prendono comoda, io che urlo e sbraito, corro di qua e di là come una palla da flipper nel vano tentativo di non fare troppo tardi a scuola e a lavoro.


Risultato? Tutti isterici e stressati, di malumore, io arrivo a lavoro già sfinita e la giornata deve ancora iniziare.

Deve esserci, mi sono chiesta, il modo per iniziare la giornata in modo più soft. Non dico come nella pubblicità del Mulino Bianco ma neanche come un circo di svitati nevrotici.

Ho quindi ripensato la nostra routine del mattino e ora usciamo sereni e contenti e io sono letteralmente rinata.

Continue reading