TUO FIGLIO SI COMPORTA MALE? PROVA CON L’ATTENZIONE POSITIVA

Attenzione positiva




“Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione.”
Thich Nhat Hanh





Tendiamo a dare attenzione ai nostri bambini soprattutto quando si comportano male.
I bambini hanno un estremo bisogno della nostra attenzione e se di fatto la ottengono soltanto comportandosi male continueranno a farlo perché funziona!


Lo so, l’idea di ignorarli mentre fanno il diavolo a quattro ti terrorizza, ma si tratta di una fase iniziale, nella quale dobbiamo in qualche modo correggere un’abitudine errata.


Possiamo passare gradualmente da una fase in cui non facciamo altro che sottolineare i loro errori e cattivi comportamenti ad una in cui rimarchiamo il loro impegno e il loro “buon comportamento” e proviamo, nei limiti del possibile, ad ignorarli quando si comportano male.


È un cambiamento semplice ma non facile, che va contro secoli di norme genitoriali e richiede un po ‘di pratica prima che diventi una nuova ed efficace abitudine.


Cosa si intende per attenzione positiva?

L’attenzione positiva può assumere molte forme, tra cui lodi verbali, abbracci, baci o ricompense.
Va adattata alle diverse età, sarà infatti diversa per un bambino di tre anni rispetto a un adolescente, ma l’idea di base è la stessa.


La chiave è essere il più descrittivo e specifico possibile nelle tue lodi in modo che tuo figlio sappia esattamente quale comportamento dovrebbe replicare.


Invece di dire: “Ottimo lavoro!” o “Bravo!”, prova a spiegare esattamente cosa sta facendo bene.
Ad esempio, potresti dire: “Mi piace il modo in cui tieni il quaderno ordinato” o “è fantastico che tu abbia fatto i compiti senza che nessuno te lo avesse ricordato “.


Indipendentemente dalla loro età, far sapere ai bambini che apprezzi il loro comportamento li farà sentire bene e, quando sapranno esattamente per cosa vengono elogiati, sarà più probabile che lo facciano di nuovo in futuro.

E per quanto riguarda il cattivo comportamento?

Questa è la parte che potrebbe essere la più impegnativa.

Se un bambino si comporta in modo pericoloso per se stesso o per gli altri, ovviamente devi intervenire
Altrimenti, fai del tuo meglio per ignorare il comportamento, quindi dagli attenzioni positive quando smette.


Non prestandogli attenzione, stai inviando il messaggio che fare i capricci non è il modo di ottenere ciò che vuole.
Solo perché stai ignorando un comportamento in questo momento non significa che non lo affronti mai o che stai assecondando tuo figlio.


Quando tuo figlio si sta comportando male, non è proprio il momento di interagire lui.
È il momento di fare un respiro profondo, magari provare a spostare la sua attenzione su qualcos’altro (per es. la merenda o un gioco) o ignorarlo consapevolmente.


Più tardi, quando le acque si saranno calmate potrai tornare indietro e parlarne.

Facciamo un esempio pratico: prendiamo una situazione difficile che qualsiasi genitore sperimenterà prima o poi:

tuo figlio fa i capricci in fila alla cassa del supermercato perché vuole caramelle o qualcos’altro. Cosa fai?


Potresti arrenderti e lasciare che abbia le caramelle. Questo probabilmente fermerebbe i capricci rapidamente, ma garantirebbe anche la ripetizione del comportamento.

Oppure potresti negoziare (puoi avere un biscotto quando torniamo a casa) , il che avrebbe probabilmente lo stesso effetto. Il bambino infatti capisce che magari non ottiene le caramelle subito ma val la pena fare comunque i capricci per avere i biscotti dopo.


Molti genitori si sentono giudicati, gli altri li stanno osservando e sentono che devono dimostrare che loro sono risoluti con il loro figlio, alzando la voce o minacciandoli.


È probabile che questo tipo di risposta non farà sentire molto bene te o tuo figlio, e inoltre non impedirà che il comportamento si ripresenti, dal momento che stai inavvertitamente rafforzando il comportamento dedicandogli molta attenzione.


Lo so è più facile a dirsi che a farsi ma devi ignorarlo. Non importa quanto intensa sia la sua esplosione di ira tu ignoralo.


Sappiamo benissimo che ignorare il suo capriccio non lo farà smettere immediatamente.
L’esplosione del suo capriccio, al contrario, generalmente peggiora.

L’intensità dello scoppio d’ira può aumentare sempre più prima che si fermi completamente, e potrebbero essere necessarie alcune volte perchè capisca che questo tipo di comportamento non sortisce gli effetti sperati.

La transizione a un modello di attenzione positiva richiede pazienza e pratica.


A volte potresti tornare sui tuoi passi e perdere la calma, ci sta. Siamo umani del resto.

Se ciò accade, trasformalo in un momento di insegnamento chiedendo scusa, esprimendo le tue frustrazioni e parlando di ciò che puoi fare diversamente la prossima volta.

Quando si calma, è il momento dedicargli attenzione e ricoprirlo di lodi positive. “Sono davvero orgoglioso di te per esserti calmato, per aver fatto alcuni respiri profondi e per aver capito che non è il momento di comprare le caramelle.


Una volta tornati a casa, quando tutti gli animi si saranno calmati, potrai tornare sull’argomento .
A questo punto è importante riconoscere la sua esperienza emotiva, i suoi desideri e bisogni in quel momento, riaffermando le tue aspettative, i tuoi confini e le priorità come genitore.


Per esempio potresti dire: “Immagino che sia stato davvero difficile per te al supermercato, quando ti ho detto che non potevi avere le caramelle. Sai che quando dico di no a qualcosa, significa che in quel momento non puoi averlo. Se dovesse succedere un’altra volta cosa pensi che potremmo fare?”

Un’interazione come questa aiuta anche a insegnargli a risolvere i problemi e aumenta la sua responsabilità nei confronti del suo comportamento.

Un’altra cosa che può essere utile a lungo termine è ritagliarsi anche solo 10 minuti al giorno da dedicare a tuo figlio. Un’attenzione totale facendo un’attività che gli piace, come per esempio fare un puzzle, giocare con i Lego o disegnare.


Questo creerà un legame ancora più forte con tuo figlio, ma a queste condizioni:


1) Rimuovi le distrazioni . Spegni la televisione, silenzia lo smartphone e mettilo via (è solo per pochi minuti puoi farcela).

Mostra a tuo figlio che ha la tua completa attenzione.


2) Evita di fare troppe domande . Non deve diventare un’occasione per una lezione o per insegnamenti didattici. Evita domande del tipo: “Che forma ha?” può far sentire tuo figlio come se dovesse esibirsi. O ancora porre domande come: “Com’è andata a scuola oggi?” può far chiudere tuo figlio a riccio.

Rilassati e cerca di entrare nel suo mondo.

3) Lascia correre la fantasia del tuo bambino . Resisti alla tentazione di correggere il gioco di finzione di tuo figlio. Se vuole colorare un elefante viola o dice che i maiali volano, non discutere. Commenta invece: “E’ un fantastico elefante viola!”.

Rispolvera la tua fantasia.

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