LA MAMMA PERFETTA NON ESISTE!

      Nessun commento su LA MAMMA PERFETTA NON ESISTE!

Analizziamo 12 modelli educativi: in quale ti riconosci?

la mamma perfetta non esiste

Partiamo da un presupposto: non esiste una mamma perfetta!

Non è possibile essere una madre perfetta. Ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre.

(Jill Churchill)


Facciamo del nostro meglio per essere dei bravi genitori partendo da ciò che abbiamo, da ciò che ci hanno insegnato da ciò che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle.


Ognuno di noi ha un modello educativo, consapevole o inconsapevole che sia.

Per la maggior parte dei casi si tratta di un modello inconsapevole, cioè non intenzionalmente applichiamo il modello dei nostri genitori, o l’opposto perché non ne condividiamo il modello, o ancora un mix dei due a seconda dei casi.

Tra i modelli educativi si possono distinguere diverse tipologie, qui ne analizzeremo 12.


Non si tratta di distinzioni assolute, (a me non piacciono le classificazioni rigide), ci si può riconoscere in più di un tipo, in funzione del rapporto con i propri figli.

1- MADRE BASE SICURA

Genitore affidabile, disponibile, amorevole, fa sentire il bambino amato.

Un genitore base sicura è in grado di permettere l’esplorazione dell’ambiente circostante rendendolo autonomo.

Nel momento in cui un bambino ha bisogno di aiuto la madre base sicura risponde prontamente.

Il bambino non ha paura di staccarsi dalla figura di attaccamento perché sa che, se ce ne sarà bisogno, alle sue spalle avrà una base sicura.


Sa che può allontanarsi: è da qui che nasce l’autonomia.

È uno stile educativo fatto di ascolto, di rispetto dei bisogni.

È la madre che aiuta i bambini a crescere in maniera equilibrata. Quella che non opprime i figli e che li lascia liberi.

Il bambino è sicuro nell’esplorazione del mondo, è convinto di essere amabile, è capace di sopportare anche i distacchi perché sa che la mamma torna, non ha paura di essere abbandonato.

Se viene lasciato dai nonni, o da chi se ne prende cura, non è angosciato.

È con questo stile educativo che nascono le persone più autonome, sicure e indipendenti, che hanno fiducia nelle proprie capacità.

2- MADRE ANAFFETTIVA

E’ fisicamente disponibile (si occupa dei propri figli per quanto riguarda, l’alimentazione, le cure igieniche, etc.), ma non considera i bisogni emotivi e di contatto dei figli.

In queste madri manca o è scarso il contatto fisico, non riescono a rispondere adeguatamente alle richieste emotive del bambino.


In alcuni casi sono incapaci di esprimere anche le proprie emozioni.

Se un bambino piange perché vuole essere preso in braccio, che è un bisogno primario e non un capriccio, la mamma non lo prende.

Ma la natura ci ha programmato per crescere con il contatto fisico, il quale ha diversi benefici sulla crescita complessiva dell’individuo, sul sistema nervoso, e sul sistema immunitario.

La natura ci ha fatto per vivere, soprattutto il primo anno di vita, a stretto contatto con la figura di attaccamento.

Se non viene data risposta adeguata a questi bisogni emotivi primari il bambino si convince di non meritare amore.

Per questo ha una bassa autostima, è insicuro, prova un senso di inadeguatezza.

Una caratteristica di questi bambini è che evitano tutte quelle condizioni che possono far rivivere queste sensazioni di tristezza, di insoddisfazione, di non sentirsi amati.

Questo significa che in età adulta potrebbero non essere in grado di mantenere relazioni sane e durature perché, ad esempio, penseranno di non meritarle.

L’emozione dominante è la tristezza.

Un esempio di disturbo classico di bambini cresciuti con madri non particolarmente disponibili emotivamente è la depressione, o comunque una predisposizione alla depressione.

3- MADRE CONTROLLANTE

Controlla la vita del figlio, è ipercritica, competitiva e a volte anche aggressiva (Anch’essa spesso non disponibile affettivamente)

Le conseguenze di questo tipo di modello educativo in età adulta sono i disturbi alimentari.

Una ragazza anoressica potrebbe avere una madre particolarmente focalizzata sulle apparenze, tanto da controllare o spingere la figlia a tenere sotto controllo il suo aspetto fisico per via del giudizio degli altri.

Generalmente richiedono performance molto alte, così da instillare un senso di vergogna su cui potrebbe ruotare la costruzione della propria identità.

Tutto è legato al giudizio degli altri.

Qui non c’è un sincero interesse per il benessere del figlio, ma c’è una madre che deve soddisfare il suo bisogno di apparire, di avere una famiglia perfetta per ricevere giudizi positivi.

Si tratta di madri che danno più importanza al giudizio degli altri che al reale benessere della famiglia, che tentando di soddisfare dei loro bisogni utilizzando i propri figli come tramite.

Non c’è una dimostrazione reale e sincera di affetto incondizionato in questi casi.

Spesso non c’è particolare contatto fisico, non c’è calore, non ci sono né abbracci né carezze.


Anche se queste madri amano i propri figli non sono in grado di esprimere la propria emotività.

Questi figli si sentiranno sempre inadeguati e non in grado di gestire autonomamente la propria vita e questo li segnerà anche nelle relazioni future.

4- MADRE AMBIVALENTE

È una madre che oscilla tra odio e amore e questo è quello che comunica ai suoi figli.

Non reagisce a un comportamento del figlio sempre nello stesso modo: in una situazione può reagire in modo affettuoso, con apprezzamento e incoraggiamenti e in un’altra occasione, allo stesso tipo di comportamento, può reagire in modo sprezzante e aggressivo.

Questo confonde e genera una forte angoscia nel bambino, perché non riesce a crearsi una rappresentazione mentale del genitore. La sensazione di angoscia deriva dal non poter mai prevedere la risposta del genitore a un suo comportamento.

La relazione con una madre ambivalente al bambino appare precaria e pericolosa perché non sa come comportarsi.

Nel caso della madre ambivalente il bambino non riesce a staccarsi dalla propria madre perché non ha idea se al ritorno la troverà e questo gli causa un’angoscia tremenda.

Le conseguenze più comuni derivanti da una figura di questo genere sono i disturbi di tipo ossessivo: gli ossessivi hanno bisogno di certezze (proprio perché non ne hanno avute durante l’infanzia), sono abitudinari e hanno dei rituali che li aiutano a tenere sotto controllo la loro ansia, la loro angoscia dell’incertezza.


L’esempio classico è quello di ossessivi che devono riporre gli oggetti sempre nello stesso ordine e allo stesso posto e che non sopportano che questi vengano spostati.

5- MADRE ANSIOSA

La madre ansiosa è una madre che ostacola la separazione, che fa percepire il mondo come estremamente pericoloso e limita l’esplorazione.

È una madre iperprotettiva, e questo fa sì che il bambino si percepisca come molto fragile e vulnerabile e si convinca che solo la madre possa proteggerlo.

Sono madri eccessivamente focalizzate sulla salute. Dicono spesso che il figlio è cagionevole.

Questi bambini crescono quindi con l’idea di essere gracili, deboli di salute. Per questo percepiranno il mondo come pericoloso e questo li porterà a evitare qualsiasi situazione percepita come pericolosa.

Questa tipologia di madre è controllante, ma non è un controllo relativo alla gestione della vita dei figli, si tratta più che altro di iperprotezione.

È molto affettuosa, non ha paura di dimostrare le proprie emozioni al figlio.

In questi bambini l’emozione predominante è la paura.

Tra le conseguenze più comuni dei bambini cresciuti con una madre eccessivamente ansiosa potrebbero riscontrarsi i disturbi d’ansia e le fobie.

6- MADRE INCOERENTE

La madre incoerente è assente emotivamente e fisicamente, viene definita “spaventata e spaventante”.

Non sa mai come comportarsi col bambino, non è in grado di relazionarsi con lui. È spaventante perché crea timore nel bambino.

Il messaggio verbale nel suo caso non corrisponde al messaggio non verbale, a ciò che realmente questa madre dovrebbe comunicare e c’è una forte discrepanza tra il detto (dalla madre) e il percepito (dal bambino).

Mostra atteggiamenti motivati da dolore, collera esplosiva, tristezza incontrollabile, rabbia, che spesso non coincidono con la tipologia d’evento che li ha scatenati.

Il bambino non capisce, infatti, la connessione tra l’evento e il perché questa madre reagisca, ad esempio, con paura.

Nel caso della madre incoerente potrebbero emergere disturbi psichiatrici o di tipo border-line.

Questi figli sono estremamente angosciati e con senso di vuoto perché nessuno ha riempito il loro vuoto emotivo durante l’infanzia (il border-line, infatti, prova una sensazione di vuoto perenne).

7- MADRE FIGLIA

Sono quelle madri che, per vari motivi, non sono fisicamente ed emotivamente in grado di prendersi cura dei propri figli e chiedono loro di essere accudite.

Sono madri fragili che possono amare i propri figli, ma che non sono in grado di trasformare questo amore in azione, ossia di prendersi cura di loro.

Nei bambini si ha una crescita precoce a livello di maturazione emotiva, responsabilità non compatibile all’età di riferimento.

Questi bambini provano la sensazione di non essere amati e rinunciano ai propri bisogni, alle proprie esigenze, ai propri desideri e alla propria vita.

Anche questo modello educativo potrebbe generare nel bambino degli stati depressivi.

8- LA MADRE TOTALE

È colei che identifica tutta la propria esistenza con la maternità, sacrificando lavoro, amici, passioni per potersi dedicare anima e corpo ai figli.


In cambio, pretende però da loro una dipendenza che ritiene legittima (perché guadagnata con le sue rinunce e alimentata con ricatto emotivo e sensi di colpa).

I figli hanno con essa un rapporto di amore/odio molto complesso e che vivono come soffocante.


La madre totale spesso si vittimizza e si aspetta di essere salvata dai figli.


I bambini crescono senza una giusta protezione, e si assumono responsabilità da adulti, tra cui quello di consolare la mamma.


Possono diventarne succubi, creando una dipendenza che non cesserà neanche da grandi.

9- LA MADRE NERA

È una persona negativa che rimugina continuamente sui torti subiti nella vita.

Critica e svilisce i figli anche quando hanno successo.


I figli si sentono inadeguati ed insicuri.

Se l’atteggiamento della madre è fine a sé stesso, i figli finiranno per allontanarsene ben presto, ma, nonostante la lontananza ed i successi, saranno sempre accompagnati da una sensazione di tristezza.

10- LA MADRE NARCISISTA

Considera i figli come una propria estensione, qualcosa di cui vantarsi e da sfoggiare.
Stabiliscono le strade che i figli dovranno intraprendere, precludendo loro la libertà di scelta, e privandoli della propria identità.

I figli saranno incapaci di conoscere ciò che amano indipendentemente dall’immagine di successo che qualcuno ha individuato per loro.

11- LA MADRE APPARISCENTE

Ama attirare l’attenzione su di sé attraverso un abbigliamento inopportuno ed atteggiamenti che mettono in imbarazzo i figli.

Vuole sentirsi più giovane e arriva a chiedere ai figli di chiamarla col nome, invece che “mamma”.

I suoi figli cresceranno con un profondo senso di vergogna.

12- LA MADRE DEPRESSA

Prova un profondo malessere, che però non usa per legare i figli a sé, e non è in grado di trasmettere ai figli gioia per la vita.


I suoi bambini sviluppano apatia, non hanno passioni, si sentono abbandonati ed inutili, poiché non sono riusciti a far stare meglio la madre.

E tu che mamma sei?

Naturalmente non ti devi necessariamente riconoscere in una di queste categorie, oppure potresti riconoscerti marginalmente in caratteristiche di una o dell’altra.

Si deve tenere presente poi che non è possibile fare classificazioni rigide e poiché siamo esseri umani non è possibile catalogarci in modo rigoroso.

Una mamma può presentare alcune caratteristiche di un modello educativo e altre caratteristiche di un altro modello.

Le sfumature sono tantissime, come tantissime sono le conseguenze dei diversi modelli educativi.

Anche le conseguenze derivanti dal tipo di educazione, come dicevo, non sono sempre univoche, molto dipende dalle caratteristiche di ciascun bambino.

Lo sai le etichette non mi piacciono, e tantomeno le catalogazioni rigorose, ma lo trovo utile come percorso di consapevolezza.

Riconoscere alcune nostre caratteristiche o comportamenti ci porta infatti a migliorare e crescere.

Iscriviti per non perdere i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail