GENITORI PRESENTI MA ASSENTI

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“Non vivrai mai più questa giornata con i tuoi figli. Domani saranno un po ‘più vecchi di oggi. Questo giorno è un regalo. ” – Jen Hatmaker





Ci è stato detto più volte che il nostro tempo è il nostro bene più prezioso, che è il regalo più bello che possiamo fare ai nostri figli ed è vero, ma è necessario fare alcune precisazioni.

Il tempo è indiscutibilmente importante, ma la nostra presenza è fondamentale.

Se finalmente sei riuscita a ritagliare il tempo da dedicare a tuo figlio ma passi ore davanti al computer, al telefono con le tue amiche o ancora a sfregare lo smartphone, non sei realmente lì in quel momento con lui.

Intendiamoci non dobbiamo crescere bambini che si aspettano o pretendono la nostra totale attenzione ogni volta che la vogliono. Questo crea figli egocentrici e genitori che non hanno mai un minuto per occuparsi di sè stessi.

Dobbiamo però evitare di essere genitori presenti ma assenti, cioè che siamo nella stessa stanza con nostro figlio ma non siamo disponibili., o meglio non siamo “emotivamente disponibili” .

Il genitore presente ma assente soddisfa i bisogni fisici del figlio, ma non quelli emotivi.

Per esempio un genitore di questo genere

• non dice mai ” ti voglio bene”
• è nei paraggi ma mai disponibile (lavora, guarda il telefono o la tv)
• rifugge le manifestazioni d’affetto o in generale il contatto fisico
• attraversa periodi di stress piuttosto lunghi in cui non è in grado di occuparsi degli altri

Sto parlando di un comportamento continuo e persistente che comunica al bambino che non vale il tempo dei suoi genitori.


La maggior parte delle volte i genitori non sono consapevoli di questo atteggiamento, pensano che sia sufficiente essere lì fisicamente, che i bambini abbiano bisogno solo di sorveglianza.


I bambini invece sono in grado di cogliere gli stati d’animo e i sentimenti dei loro genitori. Sia che tu dica apertamente a tuo figlio che è una seccatura o che ti comporti semplicemente in questo modo, gli effetti sul bambino saranno simili.

Le conseguenze di un tipo di genitorialità presente ma assente possono essere 2:

1 – Il bambino può interiorizzare un basso senso di autostima: “ Non sono abbastanza bravo. “Non sono abbastanza intelligente” . Si fa strada in lui la convinzione di non essere accettato.

2 – Oppure, al contrario, maschera l’insicurezza diventando eccessivamente sicuro di sé, arrogante a volte aggressivo per coprire i suoi sentimenti dolorosi.

COME EVITARE DI ESSERE UN GENITORE PRESENTE MA ASSENTE

Ecco per te 6 difficili modi (no non sono semplici, ti mentirei) per essere più presente con tuo figlio:

1 – METTILO A LETTO PRESTO

Apparentemente non c’entra nulla con quello che si è detto ma in realtà è utile approfittare dell’ora di andare a dormire per parlare con i tuoi figli e chiedere loro della loro giornata.


Se lo facciamo troppo tardi quando siamo tutti troppo stanchi e sfiniti diventa un ennesimo dovere che vivremmo con stress o come un peso.


Ogni sera prima di andare a letto, i miei figli mi dicono almeno 3 cose positive che sono successe o 3 cose per cui essere grati.

Questo piccolo rituale crea un’opportunità per parlare di ciò che hanno in mente, li fa focalizzare su cose positive, promuove la gratitudine e soprattutto, sospese tutte le cose da fare per il lavoro, la casa, i parenti e tutti gli impegni vari, finalmente ci possiamo dedicare totalmente ai nostri figli.

2 – METTI VIA IL TELEFONO

I social hanno la straordinaria capacità di risucchiarci nel loro mondo e di separarci dalle persone che ci circondano.


Quando hai deciso di dedicare del tempo a tuo figlio cerca di esserci davvero, spegni il telefono e sii consapevole che coloro che veramente contano sono lì con te in quel momento.

3 – DEDICAGLI DEL TEMPO IN ESCLUSIVA

Condividere il frammento di una giornata in esclusiva. Uno spazio-tempo in cui mamma e figlio possono abbracciarsi, farsi le coccole, giocare, leggere, parlare, giocare.


Per chi ha due figli è difficile lo so, ma è anche più importante perché per un figlio unico si tratta di attirare l’attenzione su di sé senza concorrenti mentre per un bimbo che ha fratelli la cosa si fa più ardua.

4 – MODIFICA LA TUA LISTA DELLE PRIORITA’

Un giorno, quando mi sono resa conto che le faccende di casa erano sempre le stesse e che non sarebbero mai finite, ho sospeso la mia lista di miliardi di cose da fare e ho passato un po ‘di tempo a giocare con mia figlia in giardino.

Mi sono resa conto in quel momento che mia figlia era cresciuta e mi sono detta che mai più mai avrei anteposto le pulizie, il lavoro, la casa, alla mia bimba.

5 – CHIEDI UN MINUTO


Si lo so suona come l’opposto di “genitorialità presente”, ma non devi immediatamente accorrere ogniqualvolta ti chiamano.

Infatti anziché rispondere o fare finta di esserci mentre finisci una mail di lavoro o nella tua testa stai ancora pensando a come risolvere un problema o stai pensando a come rispondere a quel messaggio è preferibile chiedere un minuto.


Insegna a tuo figlio a ” darti un minuto “, lui imparerà la pazienza, l’autocontrollo e la fiducia.

Il tuo bambino può aspettare fino a quando non finisci di parlare con tuo marito, di scaricare la lavastoviglie o inviare una mail cioè quando veramente potrai essere presente.


La fiducia si costruisce quando fai davvero ciò che hai detto per cui se hai detto “tra 5 minuti sarò da te” non dovrà aspettare tutto il pomeriggio.

6 – CONTATTO VISIVO E FISICO


Offri ai bambini un contatto visivo e un tocco fisico. Fa bene al loro cervello .


“Il contatto fisico è importante per tutta la durata della vita”, afferma Tiffany Field, direttore del Touch Research Institute presso la University of Miami School of Medicine.

Il tocco positivo stimola i recettori della pressione sotto la pelle, abbassando la frequenza cardiaca, rallentando il respiro, diminuendo gli ormoni dello stress e rafforzando il sistema immunitario.


Mentre un bambino più piccolo tende a volere sempre molto contatto fisico con i genitori, un preadolescente potrebbe essere imbarazzato. Trova altri modi per dimostrargli affetto, per fargli sentire la tua presenza.

I bambini non hanno bisogno di grandi gesti per sentirsi amati. Sono i piccoli momenti quotidiani in cui possiamo dare loro il nostro amore e la nostra accettazione.


Tuo figlio ha solo bisogno che tu sia presente, ha bisogno che tu noti i suoi sorrisi, le sue risate, la sua tristezza.

Ha bisogno di sapere che ti interessa, che ti appartiene, che sei disponibile, insomma che ci sei, e non solo fisicamente.

UNA SCELTA CONSAPEVOLE

La prossima volta, tra il tempo e la presenza scegli la presenza perché il tempo conta solo se sei davvero lì per godertelo.

Capisco bene che ritagliarsi il tempo per esserci veramente non è sempre semplice nella vita frenetica di un genitore : il lavoro, i figli, gli animali domestici, il bucato che si accumula, le faccende di casa che ti perseguitano …


È facile per una famiglia entrare in un circolo vizioso in cui nessuno riceve l’attenzione di cui ha bisogno, tutti diventano sempre più stressati: genitori e figli; tutti in competizione per l’attenzione e ognuno sfoga sull’altro la propria frustrazione.


Questo avviene non perché non ci preoccupiamo abbastanza o non amiamo abbastanza, è solo difficile uscire dalla routine dei bisogni insoddisfatti e spostare l’attenzione per essere più presenti.


Questo può richiedere sforzo e un po ‘di pianificazione, ma i vantaggi per genitori e figli valgono il tempo e la fatica.

Quando possiamo ritagliarci un po ‘di tempo da trascorrere con nostro figlio, accade una sorta di magia e la nostra attenzione si sposta nel mondo del bambino.

Un mondo di giochi, canzoni, immaginazione, curiosità, stupore e meraviglia; ricordiamo di cosa ha bisogno, approfondiamo il nostro legame con lui e si rinforzano il dialogo, la relazione, l’intesa, la complicità.


Quando mettiamo veramente da parte tutto il resto, anche per pochi minuti, quando diamo la nostra piena e indivisa attenzione e ci sintonizziamo con nostro figlio, possiamo davvero sentire quello che sta provando e sviluppiamo un’empatia più profonda per i suoi sentimenti.


Quando nostro figlio sperimenta la nostra piena attenzione, attinge da noi tutto ciò di cui ha bisogno per diventare più forte, imparare, crescere, guarire, insomma sviluppare il suo pieno potenziale.

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