5 MODI PER DISTRUGGERE LA NATURALE CURIOSITÀ DI TUO FIGLIO

Photo by Zuniga
“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso".
                                   
Albert Einstein

Un giorno mia figlia viene da me e mi dice: “Uffa mamma devo fare una ricerca sugli egizi che noia!”

Come che noia, ho pensato, la storia degli egizi è di gran lunga la più interessante che io abbia studiato.

Dov’è finita la sua curiosità? Appena ha imparato a parlare ha iniziato a subissarmi di domande e di perché.


Forse la sua naturale curiosità è stata uccisa dalla scuola?

Beh del resto è sempre colpa della scuola, anche il riscaldamento globale o l’estinzione delle moffette dal naso di porco della Patagonia.

Mi sono ricordata poi di aver visto un documentario di Alberto Angela sugli egizi e l’ho cercato subito. Naturalmente si è appassionata, ha iniziato a leggere libri e a cercare informazioni.


E’ bastato far scattare la scintilla e la sua curiosità si è accesa.

Se è vero che il tentativo della scuola di riempire la testa dei bambini con una marea di informazioni che nella maggior parte dei casi vengono dimenticate il giorno dopo (mia figlia in terza elementare ha studiato le 25 parti di un fungo), è anche vero che dalla conoscenza nasce la curiosità, più si conosce e più si vuole conoscere.

In un’epoca in cui abbiamo la conoscenza letteralmente sul palmo della mano, l’unica cosa che non deve mancare è la curiosità.

Dopotutto, la curiosità è la spinta a raccogliere nuove informazioni ed esperienze ed è al centro dell’apprendimento.


Le anime curiose tendono a mostrare un’ampia gamma di atteggiamenti positivi. È più probabile che siano di mentalità aperta, emotivamente espressive, che abbiano forti meccanismi di ripresa in situazioni scoraggianti e sono predisposte ad un pensiero laterale, leggi non convenzionale.


Proprio come la curiosità può essere alimentata con successo in qualsiasi bambino, nello stesso modo può anche essere soffocata.

Nessun genitore o insegnante contrasta intenzionalmente la naturale curiosità di un bambino, eppure spesso viene brutalmente assassinata.

ECCO 5 MODI PER DISTRUGGERE LA CURIOSITÀ DI TUO FIGLIO:

Oggi non ti indicherò delle tecniche per insegnare qualche competenza a tuo figlio.
La curiosità, infatti si trova già naturalmente in lui, pertanto ti indicherò 5 modi in cui potresti distruggerla.

NON PERMETTERGLI DI FARE DOMANDE

I bambini smettono di fare domande perché i genitori o gli insegnanti rispondono troppo spesso con frasi come quelle che io stessa ho sentito con le mie orecchie:

“Ne vorrai sapere di cose…” (Troppe?)
“Non sono cose che ti riguardano” (Questa era la preferita di mia madre)
“Sei troppo piccolo per saperlo” (Forse non sei capace di spiegarlo in modo semplice)
“Non è necessario che tu lo sappia ” (Che risposta è? Se te l’ho chiesto…forse non sai la risposta?)

Se non conosci la risposta non importa, non è un gioco a premi o un’interrogazione scolastica.

Puoi dire “Scopriamolo insieme” così tuo figlio impara anche come si fa una ricerca e quali risorse abbiamo a disposizione.

Quando è più grande ne puoi approfittare per insegnargli a fare una selezione delle fonti più attendibili e accreditate.

Non sbuffare o infastidirti quando ti fa domande, piuttosto incoraggialo:”Accidenti! Ottima domanda! Sei molto interessato!”.


In questo modo, lo aiuterai a vedersi come una persona che sa osservare le cose e interrogarsi.
Se ti chiede qualcosa e in quel momento proprio non puoi rispondere digli che ne riparlerete in un altro momento. Poi però ricordatelo!

IMPAZZIRE PER IL DISORDINE

Lo so che è facile dire di lasciargli combinare guai in casa per alimentare la sua naturale curiosità quando sei tu che metti in ordine e pulisci.

Forse ti ho già raccontato che mia madre quando io e le mie sorelle eravamo piccole ci chiamava per cucinare qualcosa insieme e poi andava a finire che potevamo soltanto guardare perchè altrimenti lei avrebbe dovuto risistemare i nostri pasticci.

Fare pasticci è una parte essenziale del processo di apprendimento e sviluppo di tuo figlio, può essere un’esperienza di apprendimento impagabile per lui e un grande momento per stare insieme e lasciarsi andare.

Chiedigli di aiutarti a preparare o lavare gli ingredienti, misurare o mescolare le cose godersi il risultato finale.

Quando lo fai però rilassati, non urlare quando qualcosa si rovescia, non volteggiargli intorno con la spugna in mano come un condor delle Ande, in attesa di asciugare la più piccola goccia che cade.

PROGRAMMARE ECCESSIVAMENTE

Vogliamo programmare ogni nanosecondo della giornata di nostro figlio per assicurarci che in ogni momento sia impegnato in qualcosa.

Un’ po’ per non sentire la lagna continua “mamma mi annoio”, un po’ perchè vogliamo che abbia tutte le opportunità che noi non abbiamo avuto, un po’ per evitare che combini guai in casa, perchè sappiamo che quando si annoia è matematico che accada.

Ma indovina un po ‘? La noia è la madre della creatività e della curiosità.

Lascia che si annoi.

Dopo un po’di “lagnalagna” si interessa di quello che stai facendo tu, oppure si inventa qualcosa di nuovo per passare il tempo.

TROPPO TEMPO DAVANTI AD UNO SCHERMO

Sappiamo tutti che passare troppo tempo davanti al tablet o allo smartphone non fa bene ai bambini.

Ho scoperto che non solo spegne la loro fervente curiosità, ma secondo una ricerca del National Institutes of Health (NIH) i bambini che hanno trascorso troppe ore al giorno davanti allo schermo hanno subito un assottigliamento della corteccia cerebrale, l’area del cervello correlata al pensiero critico e al ragionamento.

Sconvolgente no?

Senza però fare del terrorismo o demonizzare, ogni cosa ha la sua misura.

Proviamo a ridurre al minimo il tempo di esposizione agli schermi di smartphone e tablet.

IPERPROTEZIONE

Un motivo importante per cui i genitori possono inconsapevolmente scoraggiare la curiosità è la paura che si faccia male.

La dura verità è che la curiosità spesso va di pari passo con l’imprevisto e non è priva di rischi.

Tuo figlio naturalmente curioso potrebbe decidere di vedere cosa succede se mette un cucchiaio nel microonde o a quale velocità può andare in bici in discesa e senza freni (quest’ultima l’ho provata in prima persona).

Si tratta come al solito di trovare un equilibrio.
Ancora con sto equilibrio Marcè?

Lo so sono un po’ fissata con l’equilibrio ma è necessario bilanciare la protezione da potenziali danni con il loro bisogno di esplorare.


Una forma di genitorialità iperprotettiva può impedire di affrontare le sfide e di costruire la consapevolezza e la fiducia nelle proprie capacità.

Lacrime, ferite e graffi fanno parte dell’infanzia.
Finché un bambino non è in pericolo più grave, dovresti provare a non intervenire.

Consentendo a tuoi figlio di essere curioso ed esplorare, gli insegni la fiducia e il valore delle esperienze rispetto alle cose.

Esplora con i tuoi figli, esci all’aperto e impara a conoscere il mondo che ti circonda.

La curiosità aprirà sempre le porte e condurrà verso nuovi ed eccitanti percorsi pieni di avventura e apprendimento.


I bambini curiosi apprendono e conservano meglio le informazioni, sono coinvolti e ottengano risultati migliori a scuola.

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